Un nuovo articolo dell’Avvocato Dino Crivellari dal titolo:
Fragilità della banca e crisi d’impresa
è stato pubblicato sulla rivista on line Ristrutturazioni Aziendali
La banca è fragile, la più fragile fra le imprese.
L’art. 10 del TUB definisce l’attività bancaria come l’esercizio congiunto della raccolta del risparmio tra il pubblico e l’erogazione del credito.
Quindi perché la banca faccia la banca deve contemporaneamente raccogliere risparmio ed erogare credito. Questa è un’attività che per la sua delicatezza e rilevanza è riservata dalla legge alle imprese autorizzate dalla Banca d’Italia o dalla BCE, a seconda dei casi.
La banca è definita tecnicamente un intermediario di denaro tra risparmiatori e prenditori.
Questa è un’attività che per la sua delicatezza e rilevanza è riservata dalla legge alle imprese autorizzate dalla Banca d’Italia o dalla BCE, a seconda dei casi.
La banca è definita tecnicamente un intermediario di denaro tra risparmiatori e prenditori.
Ma possiamo anche dire che:
-la banca vende propri debiti ai risparmiatori (acquista denaro pagando un interesse);
-la banca compra debiti dai suoi clienti (vende denaro percependo un interesse),
quindi la banca intermedia debiti.
Ancora in altre parole:
-la banca compra tempo dai risparmiatori;
-la banca vende tempo ai clienti prenditori.
La banca raccoglie risparmio, da restituire a vista o a termine, ed eroga crediti che le verranno restituiti a vista o a termine. Quindi la banca intermedia tempo cioè trasforma scadenze.
Perché questa attività possa avvenire bisogna che i risparmiatori si fidino della banca alla quale consegnano i propri soldi e che la banca si fidi dei suoi clienti ai quali consegna i soldi dei risparmiatori (ovvero moneta bancaria creata dal nulla ,ma questo è un altro argomento).
Questa attività di intermediazione della fiducia rende la banca fragile, anche se è grande , potente e redditizia, indipendentemente dalla sua dimensione.
Vediamo perché...
