{"version":"1.0","provider_name":"MLS Master Legal Service","provider_url":"https:\/\/www.masterlegalservice.it\/mls","title":"Economia del \u201crazionale\u201d vs\/ economia comportamentale - MLS Master Legal Service","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"tld46RfQta\"><a href=\"https:\/\/www.masterlegalservice.it\/mls\/economia-del-razionale-vs-economia-comportamentale\/\">Economia del \u201crazionale\u201d vs\/ economia comportamentale<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/www.masterlegalservice.it\/mls\/economia-del-razionale-vs-economia-comportamentale\/embed\/#?secret=tld46RfQta\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;Economia del \u201crazionale\u201d vs\/ economia comportamentale&#8221; &#8212; MLS Master Legal Service\" data-secret=\"tld46RfQta\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">\n\/* <![CDATA[ *\/\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/\/# sourceURL=https:\/\/www.masterlegalservice.it\/mls\/wp-includes\/js\/wp-embed.min.js\n\/* ]]> *\/\n<\/script>\n","description":"Ho appena finito di leggere un libro molto interessante scritto da R. H. Thaler, premio Nobel per l\u2019economia nel 2017. Il titolo \u00e8 \u201cMisbehaving, la nascita dell\u2019economia comportamentale\u201d (Einaudi, 2018). L\u2019Autore sostiene che in economia bisogna accettare che gli \u201cagenti\u201c non siano mossi esclusivamente da scelte razionali (a parit\u00e0 di qualit\u00e0 , acquisto il bene con il prezzo pi\u00f9 basso), ma anche e soprattutto da abitudini, fisime, emozioni, condizionamenti ambientali, ecc. Quindi per assumere decisioni sul marketing, i prodotti, i prezzi ecc. bisogna tener conto pi\u00f9 dei comportamenti empiricamente osservabili che del cosiddetto \u201crazionale\u201c. In base alle teorie classiche, contestate da Thaler, \u201cl\u2019economia si distingue dalle altre scienze sociali per la convinzione che la maggior parte (la totalit\u00e0?) dei comportamenti possa essere spiegata assumendo che gli agenti hanno stabili e ben definite preferenze e compiono scelte razionali coerenti con quelle preferenze in mercati che (alla fine) si equilibrano\u201c (ivi, pag.207). Il lavoro di Thaler cerca di dimostrare ,anche con evidenze empiriche e sperimentali, che questo fondamentale paradigma della teoria economica classica \u00e8 fallace. La questione non \u00e8 di poco momento perch\u00e9 grazie a quel paradigma si giustifica,tra l\u2019altro, l\u2019impostazione della scuola di Chicago, cio\u00e8 del neo liberismo tuttora imperante nelle economie occidentali, che vede nel mercato un luogo virtuoso in quanto la razionalit\u00e0 di coloro che vi operano non potr\u00e0 che consentire il miglior equilibrio tra domanda e offerta, tra redditi e rendite, tra guadagni e perdite e cos\u00ec via. Leggendo, mi \u00e8 venuto in mente un episodio della mia vita professionale. Eravamo nel 2000 a Verona e stavo lavorando per la ristrutturazione di una banca in gravi difficolt\u00e0 con l\u2019obiettivo di trasformarla nel primo intermediario specializzato in gestione dei crediti cattivi. In questa attivit\u00e0 ero supportato dai consulenti della McKinsey i quali si affannavano a spiegarmi quale fosse il \u201crazionale\u201c della loro impostazione che, grazie proprio al \u201crazionale\u201c , non poteva essere che la strada giusta per mettere a terra quel progetto per allora avveniristico. Non avevo letto Thaler (il libro \u00e8 del 2015), ma che ci fosse un limite nel sostenere che il \u201crazionale \u201c era la via maestra lo sospettavo gi\u00e0. Capitava spesso che il punto di vista dei consulenti non coincidesse con il mio , pi\u00f9 incline ad accettare che la complessit\u00e0 del mondo reale non potesse venir ridotta da una regola meramente razionale e che quindi fosse pi\u00f9 opportuno adottare strutture flessibili e capaci di adattarsi ai comportamenti umani piuttosto che ingabbiarli. Considerando il successo che quella iniziativa ha ottenuto, tant\u2019\u00e8 che \u00e8 tuttora forse il miglior operatore del settore in Italia, non mi sono mai pentito di aver fatto valere la mia posizione anche se in contrasto con quella dei pur autorevoli consulenti. Ricordo che un giorno , per cercare di convincerli che la mitizzazione del \u201crazionale\u201c non fosse sempre il miglior paradigma a cui ispirarsi portai questo esempio. Negli anni 60 , l\u2019Anas decise di allargare la via Aurelia, allora a due carreggiate, a causa dell\u2019aumentato traffico automobilistico dovuto al boom economico che aveva prodotto un sensibile aumento degli incidenti frontali dovuti alla crescente diffusione di auto con velocit\u00e0 medie pi\u00f9 elevate che in passato. In una strada a due corsie di marcia , finch\u00e9 il traffico \u00e8 modesto e finch\u00e9 le auto vanno tutte pi\u00f9 o meno alla stessa bassa velocit\u00e0 , le probabilit\u00e0 che si verifichino incidenti dovuti ai sorpassi sono relativamente modeste. Ma quando il traffico aumenta e si intensifica la presenza di auto che vanno a velocit\u00e0 diverse aumenta il numero dei sorpassi e conseguentemente il rischio di incidenti. Sarebbe stato ovvio raddoppiare la strada portandola a 4 corsie come \u00e8 oggi, due per ciascuno senso di marcia, di cui una destinata al traffico pi\u00f9 lento e l\u2019altra riservata al sorpasso. Probabilmente per limitare l\u2019investimento, fu deciso di ampliare l\u2019Aurelia aggiungendo una sola corsia destinata esclusivamente al sorpasso, consentendolo alternativamente per 1 km alla volta per ogni senso di marcia. Il razionale di questa scelta era: \u00e8 talmente pericoloso superare utilizzando la terza corsia quando \u00e8 riservata al traffico in senso inverso che nessuno si azzarder\u00e0 a correre questo rischio perch\u00e9 a meno di 1 km avrebbe avuto la possibilit\u00e0 di farlo in sicurezza. Nel giro di pochi anni il numero crescente di lapidi lungo la strada dimostr\u00f2 che il \u201crazionale\u201c non aveva saputo affermarsi sui comportamenti umani. Di fatto l\u2019automobilista, mentre in una strada a due corsie, se non altro per la ristrettezza dello spazio a disposizione, prova il sorpasso di solito in condizioni di accertata mancanza di rischio, avendo a disposizione lo spazio della terza corsia assumeva comportamenti pi\u00f9 rischiosi e meno razionali. Consiglio la lettura di \u201cMisbehaving\u201d. Avv. Dino Crivellari","thumbnail_url":"https:\/\/www.masterlegalservice.it\/mls\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/MLS_Master_Legal_Service_900_social.jpg","thumbnail_width":900,"thumbnail_height":500}