{"version":"1.0","provider_name":"MLS Master Legal Service","provider_url":"https:\/\/www.masterlegalservice.it\/mls","title":"NPE 2022: IL SORPASSO DEI FONDI - MLS Master Legal Service","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"gEMvnNym33\"><a href=\"https:\/\/www.masterlegalservice.it\/mls\/npe-2022-il-sorpasso-dei-fondi\/\">NPE 2022: IL SORPASSO DEI FONDI<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/www.masterlegalservice.it\/mls\/npe-2022-il-sorpasso-dei-fondi\/embed\/#?secret=gEMvnNym33\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;NPE 2022: IL SORPASSO DEI FONDI&#8221; &#8212; MLS Master Legal Service\" data-secret=\"gEMvnNym33\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script type=\"text\/javascript\">\n\/* <![CDATA[ *\/\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/\/# sourceURL=https:\/\/www.masterlegalservice.it\/mls\/wp-includes\/js\/wp-embed.min.js\n\/* ]]> *\/\n<\/script>\n","description":"Banca Ifis ha pubblicato giorni orsono il suo \u201cReport Market Wacht Npl, Consuntivo 2020 Forecast 2020\/2022\u201d.\u00a0 Come sempre completo, preciso, trasparente e ben documentato. Commentiamo qui in particolare la tavola \u201cStock complessivo Npe&#8230;\u201d (pag. 22). &nbsp; Dal 2015, punto pi\u00f9 alto dell\u2019 emersione di Npe in Italia (362 mld), al 2020 le banche italiane hanno ceduto a terzi \u00a0circa 264 miliardi di crediti deteriorati (pag.11). Ciononostante, lo stock complessivo di Npe in Italia, nei cinque anni, \u00e8 passato da 362 mld a 340 mld, cio\u00e8 \u00e8 diminuito di appena 22 mld. &nbsp; Nel 2020 le banche avevano in carico Npe per 114 mld su 340, quindi ben 220 mld erano in carico ai cessionari che, salvo pochi casi come appunto Banca Ifis, sono intermediari non bancari o societ\u00e0 di recupero non soggetti alla stringente regolamentazione e vigilanza riservata agli intermediari bancari. &nbsp; Se non \u00e8 dubitabile che la qualit\u00e0 degli attivi delle banche italiane, grazie alle cessioni massive avviate dal 2015, sia nettamente migliorata \u00a0(lo Npl ratio \u00e8 sceso dal picco del 10,6% del 2016 allo stimato 3,1% del 2020, pag. 25 ) \u00a0, \u00e8 per\u00f2 evidente che l Italia ha ancora un enorme e non risolto problema di Npe che, secondo Banca \u00a0Ifis, potrebbe aggravarsi raggiungendo nel 2022 i 441 miliardi di stock, dei quali 150 mld nei bilanci bancari e 291 mld in mano a terzi cessionari. Anche PWC di recente ha stimato in crescita tra i 60 e i 100 mld gli Npe italiani. &nbsp; Di poca consolazione l osservazione che ci toccherebbe una quota del 31,5% del credito deteriorato europeo (se fosse vera la previsione worst di Enria di 1400 mld) , un po\u2019 pi\u00f9 bassa di quel 36 % che avevano raggiunto nel 2015 quando l Europa registrava il record dei 1000 mld di Npe. L Italia ha pur sempre solo il 15% del Pil europeo, che potrebbe ridursi nei prossimi anni. &nbsp; Banca Ifis prevede che il coverage\u00a0ratio\u00a0di sofferenze e Utp resteranno stabili fino al 2022, rispettivamente il 62% ed il 41% (pag. 27). Questi dati, migliori della media europea a dimostrazione della prudenza delle nostre banche, \u00a0fanno per\u00f2 prevedere che le future cessioni massive costringeranno le banche a registrare nuovamente perdite significative. Se si confermasse il prezzo medio degli Npls di 23,3% (pag. 16), registrato tra il 2017 ed il 2020, le banche perderebbero il 38,7% di GBV cui aggiungere il 38% di accantonamenti. Mal contando, ogni sofferenza ceduta coster\u00e0 alle banche pi\u00f9 del 76% del credito originario, poco migliorabile per effetto delle Gacs che hanno s\u00ec portato ad aumenti del prezzo (36% nel 2020) , ma difficilmente potranno confermarlo a causa delle performance in discesa di quasi tutti i portafogli garantiti. Pi\u00f9 complicato prevedere le perdite sulle cessioni di Utp, ma anche qui ci si aspettano prezzi in discesa. &nbsp; Sostengono alcuni esperti affidabili che i prezzi di cessione sono destinati a scendere per effetto della combinazione di alcuni rilevanti fattori. L offerta \u00e8 destinata ad aumentare e del pari il tasso di incertezza, elemento fondamentale per il pricing, a causa delle prospettive non consolidate di tempi e condizioni di uscita dalla recessione pandemica . Questo comporter\u00e0 per le banche un aggravamento delle perdite che potrebbe far ricordare con nostalgia i circa 74 miliardi di ricapitalizzazioni resisi necessari tra il 2009 ed il 2019 a seguito della precedente crisi. &nbsp; Lo scenario delineato \u00e8 inusitato. Gi\u00e0 nel 2018 quasi la met\u00e0 degli Npe erano in mano a soggetti non bancari, ma nel 2022 solo il 34% potrebbero essere ancora gestiti direttamente dalle banche. &nbsp; Ci si chiede se, per gli stessi motivi (a mio avviso anche di ordine pubblico) per i quali le banche sono soggette a regolamenti e controlli particolarmente stringenti, le autorit\u00e0 politiche, ma anche quelle preposte alla vigilanza, non riterranno necessario assoggettare questa area cos\u00ec grande e delicata del nostro sistema economico finanziario a logiche autorizzatorie e di supervisione analoghe a quelle degli intermediari creditizi. Timide su questo tema le indicazioni della Commissione europea pubblicate a met\u00e0 dicembre dello scorso anno. &nbsp; Il rischio \u00e8 che, salvate le banche grazie alle costose, ma efficaci, cessioni massive, il problema degli Npe, non risolto, faccia emergere criticit\u00e0 nel limitrofo settore dei fondi investitori che potrebbero trasformarsi da \u201csoluzione\u201d in \u201cproblema\u201d. Per non parlare del mondo dei debitori che non beneficiano in alcun modo del trasferimento fuori dalle banche delle loro obbligazioni insolute. Anzi. &nbsp; Si tratta di una evidente accentuazione del fenomeno di disintermediazione del sistema bancario di cui non sono chiare immediatamente le conseguenze. Altrettanto non chiare le conseguenze dell\u2019espansione cos\u00ec ampia e rapida dell\u2019area di intervento dei fondi che investono in Npe. &nbsp; La disintermediazione delle banche comporta, tra l\u2019altro, una riduzione della loro responsabilit\u00e0 sull\u2019area della criticit\u00e0 creditizia di cui pure sono all\u2019origine. &nbsp; La prima cosa che viene in evidenza \u00e8 che perdere la \u201ccultura\u201d della crisi del rapporto creditizio, e quindi delle problematiche di recupero del credito, pu\u00f2 ridurre la expertise\u00a0delle banche anche nella fase di erogazione e monitoraggio. Questo ne pu\u00f2 ridurre l\u2019efficacia, ma potrebbe anche ampliare in modo subdolo l\u2019appetito al rischio avendo acquisito come normalit\u00e0 il trasferire al mercato il credito difficile, anche quando non \u00e8 certo che sia del tutto irrecuperabile. &nbsp; Il forte orientamento alla cessione degli Utp , tanto raccomandato anche a livello europeo, far\u00e0 perdere al personale bancario l\u2019esperienza nella gestione di posizioni complesse e da ristrutturare, per affrontare le quali le competenze professionali e tecniche una volta ne esaltavano la funzione. &nbsp; \u00c8 da credere che queste competenze verranno drenate dai cessionari e dai loro servicer che, da puri recuperatori di creduti insoluti, si troveranno a dover gestire contratti creditizi non ancora risolti e probabilmente alquanto complessi sia giuridicamente che tecnicamente. Ricordo che, quando nel 2000 mi fu affidata la responsabilit\u00e0 di costruire e poi dirigere quella banca che tuttora \u00e8 il pi\u00f9 grande servicer italiano, non accettai di ricomprendere nel perimetro le posizioni che allora si chiamavano \u201cristrutturati\u201d, gli odierni Utp, perch\u00e9 non gestibili all\u2019 interno","thumbnail_url":"https:\/\/www.masterlegalservice.it\/mls\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/npl_genn21-e1612201415888.png","thumbnail_width":1516,"thumbnail_height":826}